Psicoterapia

Cosa significa intraprendere un percorso psicoterapeutico?

Se si arriva alla richiesta di un percorso che preveda una Psicoterapia è perché sentiamo che qualcosa non va. Abbiamo sintomi, pensieri, siamo tristi, non riusciamo a raggiungere o avere obiettivi, utilizziamo sostanze, alcol, o magari il lavoro o le nostre relazioni per dare senso alla nostra vita. Oppure siamo arrabbiati, terrorizzati, profondamente in crisi. A volte sentiamo solo una vaga sensazione di insoddisfazione: ci diciamo che qualcosa non va.

O, ancora, stiamo affrontando un momento complesso e difficile, una malattia, un lutto, un fallimento, la fine di una relazione, e sentiamo di non averne le forze.

Sentiamo, insomma, di avere perso il contatto con la nostra Anima più profonda, con la sensazione di esserci fatti distrarre dalla vita e di aver perso il cammino. Ciò può accadere in diversi momenti della crescita personale: la psicoterapia è al servizio della vita, che si rivolga a bambini o adolescenti oppure agli adulti, da soli o in coppia.

Se ci rivolgiamo ad uno psicoterapeuta è perché chiediamo un’azione di CURA.

La psicoterapia è una disciplina scientifica che pone al centro il nobile obiettivo della Cura e, in quanto tale, ha una chiara metodologia, riconoscibile in alcuni strumenti che rendono possibile e facilitano il lavoro.

Ha un tempo: si compone di sedute della durata di 50 minuti.

Ha un ritmo: esso richiede di essere rispettato.

Ha uno spazio: lo studio del terapeuta e due postazioni: una per il terapeuta, una per il paziente (o la coppia). Nel percorso analitico NON è presente il lettino: siamo insieme in modalità dialogica al cospetto delle profondità della psiche umana e insieme lavoriamo per comprendere cosa ci racconta l’inconscio.

Ha un metodo di base: la parola. Possono essere associate altre tecniche (respirazione, visualizzazioni, disegno, musica, rilassamento…), ma non è necessario. Lo si valuta insieme, nel caso fosse necessario un approccio diverso.

Ha alcuni strumenti: tutti derivano dalla scoperta delle profondita’ dell’inconscio e delle sue espressioni.

Questo il lavoro che propongo. Con qualcuno ho condiviso molto tempo, spesso qualche anno, di lavoro su di sé. Qualcuno è solo passato di qui, altri invece sono andati e tornati. La psicoterapia è uno spazio di libertà. E’ al servizio dell’uomo. Per questo, all’interno di questa metodologia, per ognuno il percorso si fa diverso, personalissimo e irripetibile.

Bambini e Adolescenti

La psicoterapia in età evolutiva.

La psicoterapia in età evolutiva (da 0 a 18 anni) risponde all’intento di essere profondamente in ascolto del bambino e del ragazzo, insieme a lui e al/ai genitori.

I bambini e i ragazzi arrivano nella mia stanza di psicoterapia per tanti motivi: a volte su segnalazione degli insegnanti, o in una fase critica familiare o sociale (ad esempio dopo un lutto o dopo la separazione dei genitori), a volte ancora stanno molto male (hanno paure che li bloccano, forti sintomi fisici senza alcuna base fisiologica, non riescono ad affrontare situazioni specifiche, usano stupefacenti, compiono azioni illegali, non escono più di casa, …), o, semplicemente, a volte, nonostante molto amore, con i genitori proprio non si capiscono.

Con i bambini e i ragazzi la terapia somiglia molto ad un gioco. Un gioco molto coinvolgente, profondo, che di solito essi prendono molto sul serio.

Con i ragazzi in età adolescenziale è un dialogo che punta alla creazione di uno spazio di scoperta e riscoperta, di confronto, di presa di coscienza e consapevolezza di sé.

Colori, sabbia, strumenti musicali, personaggi, racconti e storie, dialoghi, sogni, letture…

Tutto è volto a dare VOCE alla psiche inconscia, alle parti di se’ che premono per farsi spazio e per poter essere ascoltate.

Ecco quali sono le modalità di lavoro che propongo se i genitori mi contattano:

  • Consulenza sulla genitorialità – percorso in forma consulenziale con la coppia genitoriale o il genitore singolo. Numero di incontri e cadenza da stabilire sulla base del bisogno, volti ad un dialogo con i genitori finalizzato a comprendere meglio, interpretare e trovare strategie per relazionarsi al proprio bambino in fasi critiche o di difficoltà.
  • Osservazione e comprensione del bambino in età scolare e con l’adolescente – percorso di 6 incontri: due con i genitori, 4 con il bambino, finalizzato ad una migliore comprensione di ciò che accade. Ha cadenza settimanale e si attiva quando il bambino è in età scolare e presenta problematiche e sintomi riferiti al suo ambiente di vita e/o scolastico.

Con l’adolescente il percorso richiede solitamente 8 incontri, in cui all’inizio e alla fine, sono sempre coinvolti anche i genitori.

  • Osservazione e comprensione della relazione tra bambino e genitore da 0 a 6 anni – percorso di 8 incontri con genitori e bambino insieme, volti alla comprensione dei comportamenti del bambino. Ha cadenza settimanale e si attiva quando non risulta sufficiente la sola consulenza ai genitori.
  • Psicoterapia individuale al bambino o al ragazzo – percorso sul lungo periodo a cadenza settimanale o bisettimanale, volto alla comprensione approfondita delle dinamiche interne che bloccano a vari livelli la vita del bambino, o all’accompagnamento in fasi critiche per un riadattamento alla vita.

Il bambino e l’adolescente: oltre le diagnosi e le facili categorie

Tra le mie prime esperienze professionali ho lavorato come psicodiagnosta in un Centro accreditato ASL specializzato in problematiche dell’età evolutiva. Ho quindi vissuto direttamente, mi sono formata e ho attraversato l’importanza e le problematiche della diagnostica cognitiva ed affettiva nei bambini e nei ragazzi  – parlo quindi di disturbi dello spettro autistico, ritardi cognitivi, disturbi specifici dell’apprendimento, iperattività. Ma anche ansia, depressione, oppositività, disturbi psicosomatici, …

Ho poi avuto la grande opportunità di lavorare come psicologa e psicoterapeuta in ambito pediatrico, con bambini e famiglie, quindi, che attraversavano il momento critico della malattia, cronica o acuta, grave o di passaggio, ai suoi esordi o nella terminalità.

Da qui ho imparato uno sguardo diverso, ho potuto osservare la forza e la creatività della psiche infantile, la capacita’ dei genitori di creare nuovi sguardi, nuove narrazioni e nuovi spazi anche al cospetto di esperienze difficili, a volte drammatiche.

Senza dunque negare la necessità oggi di un inquadramento di questo tipo (perché serve alla società, alla scuola, alla famiglia, per fare spazio al bambino, un po’ più spazio almeno…) ho scelto però di ritirarmi dal mondo neuropsichiatrico per dedicarmi al bambino da un punto di vista specificatamente psicoterapeutico.

Al di là della diagnosi dunque, avvalendomi sempre di collaboratori e supervisori maestri di grande esperienza, i miei sforzi sono oggi completamente votati alla comprensione del bambino, al mettermi in ascolto, al fine di fare in modo che si possa generare una ripartenza, una riapertura verso la vita, ognuno con la sua struttura psichica, la sua storia, le sue caratteristiche personologiche e/o cognitive.

Adulti

Il cammino verso il Sé

Qualsiasi sia il sintomo, il pensiero, la situazione che porta una persona o una coppia alla strada della psicoterapia, la richiesta è sempre quella di un ritorno a se stessi, e di una ripartenza.

Il mio ruolo allora, come terapeuta, è quello della cura.

La cura di uno spazio di incontro profondo con se stessi, dove i sogni e le immagini provenienti dalle profondità dell’inconscio ci fanno da guida.

La specificità della terapia orientata analiticamente (secondo la scuola di Carl Gustav Jung) è la rinuncia ad ogni tecnica o metodo di suggestione, in favore invece di un dialogo in cui il terapeuta è “COMPARTECIPE DELLO SVILUPPO INDIVIDUALE DEL PAZIENTE” (Jung, OPERE 16) .

In questo processo di continuo dialogo si pone l’attenzione alla comprensione profonda della radice dei sintomi e del malessere, alla storia personale, attingendo ai messaggi dell’inconscio personale e alla forza degli archetipi dell’inconscio collettivo.

L’obiettivo è, in primo luogo, la cura del malessere. Come spesso sottolinea Jung “la guarigione implica mutamento”, motivo per cui per qualcuno, al di là della risoluzione dei sintomi, si attiva una curiosità, una necessità umana profonda di comprensione di sé, e il percorso si apre, si approfondisce, si prolunga, nell’accompagnamento di un percorso che chiamiamo “individuazione”, attraverso il quale la persona “diventerà quello che è realmente” (ibidem).

Spesso si attiva un percorso entusiasmante di scoperta di sé e del mondo, e del mondo in sè: “poiché l’uomo è anche una parte di mondo, l’uomo porta in sé il mondo”.

Ecco quali sono le diverse formule e modalità di lavoro che propongo se una persona mi contatta:

  • Consulenza psicologica – percorso da 1 a 3 incontri, volti al dialogo su una situazione critica su cui la persona necessita di avere necessità di soffermarsi con una figura terapeutica. La cadenza è da stabilire sulla base del bisogno.
  • Approfondimento del malessere (in gergo tecnico “psicodiagnosi”) – percorso di 5 incontri volti all’approfondimento del motivo per cui una persona sente di avere necessità di un aiuto. Essendo già un livello di comprensione di sé mirato ed approfondito attiva un livello terapeutico, dunque necessita di una cadenza settimanale. Se necessario possono essere impiegati test di personalità o altri strumenti tecnici di valutazione psicologica.
  • Psicoterapia individuale – percorso sul lungo periodo a cadenza settimanale o bisettimanale, volto alla comprensione approfondita delle proprie dinamiche interne e all’attivazione di un percorso individuativo di apertura al Sé profondo.
  • Psicoterapia in coppia – percorso sul lungo periodo a cadenza settimanale o bisettimanale, volto alla comprensione approfondita del percorso dei singoli nella coppia, delle dinamiche personali che incidono e del senso profondo della coppia stessa.